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Rapporto UCIMU Italia: Ordini di Macchine Utensili Stabili (+1,1%)

 Nel terzo trimestre del 2025, l'indice degli ordini di macchine utensili elaborato dal Centro Studi e Cultura d'Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE è rimasto sostanzialmente stabile (+1,1%) rispetto allo stesso periodo del 2024, attestandosi a un valore assoluto di 53,3 (base 2021=100). Il dato nasconde però significative criticità, in particolare sul fronte estero e nel settore automobilistico.

Nonostante l'indice complessivo sia stabile, la raccolta ordini sul mercato interno ha registrato un aumento del 12,4% rispetto al terzo trimestre 2024, raggiungendo un valore assoluto di 15,4.

Riccardo Rosa, Presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, ha commentato: "Anche se l'ultima misurazione dell'indice UCIMU conferma l'andamento positivo della domanda interna, il valore assoluto resta molto debole. La flessione dell'attività all'estero è a malapena controbilanciata dalla ripresa del mercato interno."

Rosa ha sottolineato le principali preoccupazioni che gravano sul lavoro quotidiano dei produttori italiani, fra cui, domanda interna troppo debole (nonostante il "segno positvo"), crisi del settore automobilistico, incertezza mercato USA dovuta a nuove barriere commerciali. 

Il mercato estero ha mostrato segnali di rallentamento, con la raccolta ordini in calo del 7,7% rispetto all'anno precedente (valore assoluto a 87,1).

Il contesto internazionale è definito da Rosa come "davvero complicato":

"L'Europa è profondamente colpita dalla crisi della Germania e dall'instabilità geopolitica. In particolare, il passaggio all'elettrico ha innescato una forte riduzione dell'attività produttiva nel settore auto. Le case automobilistiche europee non investono per mancanza di chiarezza sul futuro, e le aziende della filiera annunciano quasi quotidianamente chiusure e tagli al personale."

Il Presidente ha evidenziato che la riduzione del principale settore di destinazione (l'automotive) non può essere compensata dai cosiddetti settori alternativi. Per scongiurare una "desertificazione industriale nel Vecchio Continente", UCIMU chiede il prolungamento del periodo di transizione verso la mobilità verde unita ad unaa riflessione attenta a livello comunitario sull e forme di propulsione alternative, che garantiscano basse emissioni e al contempo salvaguardino produzione e posti di lavoro.

Guardando oltre l'Europa, il mercato statunitense, pur avendo retto finora, inizia a mostrare segni di tensione. "Stiamo osservando alcuni casi di aziende italiane che incontrano difficoltà nelle consegne di macchine negli USA a causa dei dazi," ha spiegato Rosa. "C'è grande preoccupazione, anche perché l'atteggiamento dell'amministrazione americana ha gettato una pesante incertezza sul mercato internazionale, provocando il rallentamento dell'attività di esportazione, come dimostra chiaramente il nostro indice degli ordini."

Riccardo Rosa ha concluso sottolineando l'importanza cruciale dei nuovi strumenti di politica economica che i Ministeri competenti (MIMIT e MEF) stanno definendo per il 2026-2027.

"L'esperienza non positiva del Piano Industria 5.0, che ha portato risultati interessanti solo nella sua fase finale, deve servire da monito," ha affermato.

Le richieste di UCIMU per il nuovo programma consistono in:

Misura Unica e Credito d'Imposta: UCIMU apprezza l'idea di una misura unica, pur preferendo la formula del credito d'imposta rispetto ad altre forme di sostegno.

Bonus Premiale EU: Chiede l'inserimento di un bonus premiale legato alla produzione realizzata all'interno dell'Unione Europea.

Durata ed Efficacia: La misura deve essere applicabile dall'inizio dell'anno (evitando l'effetto di "esasperante attesa" del 5.0) e deve avere una dotazione finanziaria complessiva seria e adeguata.

"La pressione dei fornitori asiatici e l'instabilità generale — fattore primario che ha bloccato gli investimenti in beni strumentali — richiedono un serio intervento in termini di risorse economiche complessive per sostenere la competitività del nostro settore manifatturiero," ha concluso Rosa.